Nuovi aggiornamenti di Google: grandi cambiamenti nelle Serp

Dopo il nuovo aggiornamento anticipato e lanciato domenica 3 giugno, Google ne ha lanciato un secondo nei giorni scorsi, annunciato via Twitter, il Site Diversity Change, destinato a creare grandi novità nei risultati di ricerca.

Sappiamo bene che Google lancia aggiornamenti praticamente ogni giorno, ma come ha precisato Sullivan, mentre alcuni sono focalizzati a miglioramenti specifici, altri sono destinati a produrre grandi cambiamenti (broad changes), ed è proprio quello che ci stiamo aspettando.

Già il precedente algoritmo significativo (Florida 2.0), lanciato a marzo di quest’anno aveva prodotto importanti novità nelle serp, favorendo chi pubblica contenuti pertinenti e di qualità offrendo ai propri utenti una buona User Experience.

Oggi invece la nuova parola d’ordine, che non sostituisce ma si aggiunge alle precedenti, pare essere diversità. Se da un lato lo scopo primario resta comunque quello di garantire tra i primi risultati i più pertinenti e in linea con la ricerca effettuata, dall’altro il nuovo obiettivo pare essere quello di favorire una maggiore eterogeneità nei risultati.

Come funziona il nuovo Site Diversity Change?

Per comprendere come funziona l’algoritmo di Google alla luce di questo nuovo aggiornamento, è necessario innanzitutto capirne le motivazioni, rivelate dallo stesso Sullivan nei suoi tweet:

Hai mai fatto una ricerca e ottenuto molte inserzioni dallo stesso sito nei primi risultati?

Pare proprio che siano stati i feedback degli utenti a spingere la società di Mountain View ad applicare questi cambiamenti. Quello che accadeva infatti era che per una determinata query la Serp mostrava tra i primi risultati 4-5 provenienti dallo stesso dominio.

Con il Site Diversity Change saranno mostrati tra i primi 10 risultati al massimo due provenienti dallo stesso dominio, salvo particolari eccezioni, per le quali Google si riserva di poter mostrare più di due risultati dello stesso dominio se particolarmente rilevanti.

Il problema principale risiedeva nei sottodomini, e come questi venivano considerati da Google: con questo aggiornamento domini principali e sottodomini verranno considerati come un unico sito, che potrà conquistare al massimo due risultati del podio per favorire una maggiore eterogeneità delle Serp.

Questo significa che nelle ricerche organiche non ci saranno più degli URL che monopolizzeranno le Serp, tranne alcuni casi particolari per i quali domini radice e sottodomini saranno trattati come siti differenti, se presentano contenuti eccezionalmente pertinenti.

Cosa cambia quindi per la SEO con il Site Diversity Change? Potremmo dire nulla, se non, come sempre, focalizzarsi sulla qualità dei contenuti pubblicati, che devono sempre essere appropriati, significativi e capaci di distinguersi.

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