Adesso vi racconto una storia…

È incredibile come poche parole possano suscitare interessi, immagini, aspettative.. eppure è questo il fascino delle storie.

Oggi lo chiamiamo storytelling, ma la sostanza nei millenni non è cambiata, e il potere del racconto è rimasto pressocché invariato nei secoli..

Ripercorrendo il percorso umano, tutta la nostra cultura nasce da una storia: i miti raccontano storie straordinarie di eroi e divinità, la Religione (qualsiasi nome le diamo) racconta chi è Dio, anche nelle stelle gli antichi hanno visto e raccontato storie.

L’uomo sembra essere predisposto naturalmente a dare attenzione alle storie. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che di fronte ad una storia il nostro cervello si comporta in maniera molto diversa rispetto al semplice ascolto; in quest’ultimo caso vengono attivate solo alcune aree preposte al collegamento delle parole al significato. Durante un racconto, invece, attiviamo anche le aree dell’apprendimento, quelle che servono ad elaborare le esperienze di eventi e accadimenti per farle proprie. L’ascoltatore viene spinto a processare tali informazioni creando collegamenti con esperienze che già conosce, con situazioni e contesti a lui familiari.

Jonathan Gottschall nel suo ‘L’istinto di narrare’, scrive che  “La nostra mente si attiva e determina nuove connessioni neurali, preparando le vie nervose che regolano le nostre risposte alle esperienza di vita reale.”

Involontariamente è come se noi partecipassimo emotivamente a quello che ci viene raccontato; ci sembrerà quindi che ciò che accade al protagonista stia succedendo a noi, e così quel racconto o quell’aneddoto diventerà parte di noi, del nostro bagaglio e della nostra esperienza, e maggiore sarà la sua carica emotiva, maggiore sarà il suo impatto su di noi e la capacità di ricordarlo a lungo termine.

È questo il vero potere delle storie, che va oltre il puro e semplice intrattenimento, non è fine a sé stesso e non si esaurisce con la parola fine: la sua vera forza è entrare nella vita di ogni ascoltatore. Ogni essere umano che ascolta una storia entra nel racconto e ne esce portandosene a casa un pezzo. Come in un strano gioco di travasi, si entra nella storia, e la storia ci entra dentro, rivista e rielaborata a seconda della nostra esperienza, ma non modificata nella sostanza.

Ecco perché le storie possono rappresentare uno strumento di marketing davvero efficace, perché possono non solo attirare l’attenzione di uno specifico target, ma soprattutto raccontare un brand attivando un coinvolgimento emotivo profondo, e abbiamo già viso quanto sia determinante l’aspetto emotivo nelle nostre scelte, anche (e soprattutto) di consumo.

Raccontare il proprio prodotto in marketing significa renderlo unico, dargli una personalità, a volte persino un’anima, solo così potrà veramente entrare nella vita del cliente, conquistare uno spazio, un ruolo, trovare collocazione nel suo quotidiano.

Certamente utilizzare lo storytelling come tecnica di comunicazione deve seguire alcune regole fondamentali;

Coinvolgimento: la storia funziona se lo spettatore si immedesima nel racconto, se riesce ad identificarsi con il personaggio (che deve essere quindi un modello “abbordabile”, non troppo lontano dalla realtà) e a calarsi nella situazione che vive, che, per quanto fantasiosa possa essere, deve quantomeno richiamare sensazioni, emozioni, contesti di vita vera;

Emotività: altro aspetto basilare è la carica emotiva che il racconto riesce a suscitare nell’ascoltatore; più profonde saranno le corde che toccherà quella storia, maggiore sarà il suo engagement nella nostra vita

Scopo: potrà sembrare banale, ma ogni storia deve sempre raccontare qualcosa, avere uno scopo comunicativo chiaro e semplice. La complessità del racconto è data dai dettagli, ma la storia in sé deve seguire le fasi fondamentali di ogni narrazione: situazione iniziale, rottura dell’equilibrio, soluzione finale e conclusione.

Autenticità: non si instaurerà mai un vero rapporto di fiducia con il brand senza sincerità. Le storie che si raccontano devono essere reali, se non vere, quantomeno veritiere, trasparenti; solo così il brand apparirà credibile e affidabile.

Alessandro Baricco, in una lezione sullo storytelling, ci ha detto che le storie sono portatrici di potere e ricchezza, e niente è più affascinante nel marketing che poter raccontare quel potere e quella ricchezza attraverso il proprio brand.