Il futuro secondo Zuckenberg: comunicare in sicurezza “across the network”

In un lungo e dettagliato post il CEO di Facebook ci espone la sua visione sul futuro non solo dei social, ma di Internet in generale. La parola chiave del suo progetto è sicurezza: ammettendo di non godere di una solida reputazione nello sviluppo di servizi di tutela della privacy, dichiara che il suo impegno sarà lo sviluppo di una piattaforma di messaggistica e social network incentrata proprio sulla protezione dei dati e dei contenuti degli utenti, anche con il supporto e la consulenza di esperti.

Questo perché le ultime tendenze degli utenti del web hanno spinto le persone a ricercare connessioni più intime, conversazioni a due o a piccoli gruppi, l’equivalente digitale non più di una piazza, ma di un salotto, come lo ha definito lo stesso Zuckenberg, dove le persone hanno la libertà di essere sé stesse e comunicare in maniera più spontanea e naturale.

Dall’analisi dei comportamenti social degli utenti e delle loro aspettative, sono stati definiti i punti chiave che ispireranno questa nuova piattaforma di messaggistica:

  • Interazioni private: se possiamo definire la visibilità come uno dei motori dei canali social, d’altro lato non possiamo dimenticare che le persone amano esprimersi in contesti intimi, privati, con la certezza che nessun altro possa avere accesso a ciò che condividono. Quindi in futuro i social network saranno la piattaforma attraverso cui comunicare in tutti i modi in cui le persone vogliano esprimersi, resteranno sì il luogo in cui aumentare i propri follower, connettersi con persone con interessi simili, ricercare amici, esprimere le proprie idee e opinioni in maniera pubblica, ma contemporaneamente, comunicare attraverso Whathsapp e Messenger in maniera più ristretta e privata.
  • Crittografia e sicurezza: probabilmente il punto più critico e sensibile secondo Zuckenberg, perché cela un conflitto intrinseco alla società, che da sempre cerca un compromesso per proteggere tanto la privacy individuale quanto la sicurezza collettiva. Quando è stata sviluppata la crittografia end-to-end infatti, lo scopo era proteggere le comunicazioni tra le persone e fare in modo che i dati personali e i contenuti pubblicati potessero essere visti solo dagli effettivi destinatari a cui sono stati inviati, e non da altri soggetti, siano essi Hacker, criminali, società – o governi – che possano raccogliere e utilizzare informazioni dettagliate sulla popolazione per manipolarla. Ricordiamo tutti il caso di Cambridge Analytica, ed il suo presunto coinvolgimento tanto nel referendum sulla Brexit, quanto nell’esito delle elezioni politiche dell’uomo più potente del mondo: le persone, anche a seguito di queste inchieste, hanno una sempre maggiore consapevolezza di quanto sia importante tutelare i propri dati, le proprie opinioni, i propri gusti per proteggerli da chi li vuole utilizzare non solo per campagne pubblicitarie altamente mirate, ma spesso per scopi propagandistici o, in altri casi, manipolativi. D’altro lato però, tutelare la privacy degli utenti social significa tutelare anche quella di chi utilizza questi strumenti con scopi malvagi e finalità criminali (sfruttamento dei minori, terrorismo, estorsione); per prevenire possibili usi distorti della rete, secondo Zuckenberg, è fondamentale creare un approccio comune e condiviso tra esperti di sicurezza, forze dell’ordine e governi, per sviluppare un sistema di controllo che consenta di identificare gli attori malvagi della rete, pur non accedendo direttamente ai contenuti dei loro messaggi.

  • Riduzione della permanenza: ricordate cosa cantavano J-Ax e Fedez? “E come faranno i figli a prenderci sul serio, con le prove che negli anni abbiamo lasciato su Facebook” Il problema della permanenza dei contenuti può riguardare chiunque: un post pubblicato, una foto condivisa, di cui, qualche tempo dopo (siano giorni, mesi o anni) ci pentiamo, possono generare grande imbarazzo e persino malessere. Secondo Mark le persone dovrebbero essere libere e a proprio agio nell’esprimersi sui social, senza la preoccupazione che ciò che hanno condiviso oggi possa tornare a ferirle un domani. Da qui l’idea di sviluppare una piattaforma di comunicazione in cui i contenuti pubblicati (post, foto, messaggi) abbiano una “scadenza” programmata (con possibilità di impostarne la durata) che una volta terminata, li faccia scomparire dal web, a meno che l’utente non decida di archiviarli, conservandoli per creare un registro della propria vita, da consultare e rivedere nel tempo.
  • Interoperabilità: oggi per inviare messaggi a persone su Facebook bisogna usare Messenger, su Instagram Direct, e su WhatsApp WhatsApp. Nella vision futura di Zuckenberg le persone potranno scegliere di accedere alla propria rete social e inviare messaggi ai propri contatti da qualunque app preferiscano, perché saranno tutte interconnesse, pur mantenendo separati i propri account. I vantaggi di questa interconnessione sono molteplici: si avrà una fruizione più immediata dei social, senza più distinzioni tra l’utilizzo di Facebook e Instagram come social network e Whatsapp come app di messaggistica, sarà più facile acquistare dalle proprie app preferite (o più sicure) prodotti visualizzati su altre piattaforme, inviare e ricevere messaggi su Whastapp ai contatti Facebook senza dover comunicare il proprio numero di telefono. Oltre ai privati, sarebbero agevolate da questa interoperabilità anche le imprese, specialmente quelle che vendono on line, che potrebbero trovare enormi giovamenti, gestendo la promozione, le relazioni con i clienti, la customer assistance e i pagamenti dall’applicazione preferita.E non solo migliorerebbe la fruizione, anche la sicurezza e la privacy godrebbero di grandi benefici: ad esempio la crittografia end-to-end non è prevista dal protocollo SMS per chi utilizza Messenger su Android, mentre un domani sarà possibile comunicare con un messaggio crittografato ad un contatto di Whatsapp da Messenger. Ci sono ancora numerose sfide ed ostacoli da superare, questioni e problematiche da risolvere (oggi Apple non consente alle app di interagire con gli SMS) ma Zuckenberg si dichiara pronto ad affrontarle pur di offrire alle persone la possibilità di usare il proprio servizio preferito per raggiungere in sicurezza le persone che vogliono.
  • Archiviazione sicura dei dati: nell’ultimo punto citato dal fondatore di Facebook Inc si dichiara pronto a rinunciare allo sviluppo della propria infrastruttura in Paesi che hanno precedenti di violazione dei diritti umani come privacy e libertà di espressione. Secondo il principio per cui il modo migliore per proteggere i dati più sensibili è di non archiviarli affatto, Zuckenberg vuole non solo evitare di costruire data center e memorizzare dati sensibili della popolazione in queste realtà politiche, ma anche scongiurare la creazione di possibili precedenti che incoraggi altri governi a cercare un maggiore accesso ai dati dei loro cittadini e, potenzialmente, indebolirne la privacy e mettendone a rischio la sicurezza.

Questi principi, alcuni dei quali allo stato embrionale, determineranno una piattaforma sociale incentrata sulla sicurezza e sulla privacy, una realtà web in cui le persone possano parlare in privato e vivere liberamente in pubblico, sapendo che i loro contenuti saranno visti solo da chi vogliono e non resteranno per sempre: sicuramente un mondo web più sicuro sarà un beneficio per tutti, come dice lo stesso Zuckenberg “Se possiamo aiutare a muovere il mondo in questa direzione, sarò orgoglioso della differenza che abbiamo fatto.”