I 10 consigli su come posizionarsi meglio su Google (e altri motori di ricerca)

Anche con il sempre più elevato utilizzo dei social e delle svariate modalità di promozione di un brand, la SEO resta ancora determinante per una buona visibilità online.

Ma quali sono i fattori davvero importanti per ottimizzare il proprio sito e migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca?

Ce lo rivela SEMrush, uno strumento online che studia e valuta i siti web e come si classificano nei motori di ricerca in base a molteplici fattori (parole chiave, link utili, visite ecc..): da un’analisi condotta su 600.000 Keywords, ha rivelato 10 fattori cruciali che influiscono sul posizionamento di un sito.

Eccoli elencati di seguito, in ordine di importanza:

  1. Numero di visite sul sito: potrebbe sembrare banale, ma è il fattore più importante per raggiungere un buon posizionamento del proprio sito, nella logica secondo cui più visite ricevi, maggiore sarà la tua vetrina. Esistono molti modi con cui gli utenti possono approdare sul nostro sito (ricerca, pubblicità a pagamento, visite dirette, social network, e-mail ecc..), ed è proprio il traffico ad influenzare le classifiche di ricerca, in particolare il traffico diretto generato dalle ricerche organiche.
  2. Tempo di permanenza sul sito: la quantità di tempo che un utente spende per navigare da pagina a pagina è il secondo elemento che influenza le classifiche di ricerca. Non basta quindi ricevere visite, le visite devono essere prolungate e durevoli.
  3. Numero di pagine visitate per sessione: questo segnale di comportamento, strettamente collegato ai primi due, ci rivela quanto il nostro sito sia strutturato e coinvolgente. In un mondo frenetico come quello attuale, spendiamo del tempo a navigare siti solo se sono davvero intriganti, chiari e ben costruiti, con collegamenti sensati che stimolino la navigazione di altre pagine (per i siti più alti in classifica vengono visitate in media 3-3.5 pagine per sessione), e che presentano contenuti interessanti e di qualità.
  4. Bounce Rate: si tratta della percentuale di utenti che abbandona il sito dopo aver visitato una sola pagina, ed è un fattore che si applica in negativo, ossia i siti che hanno un migliore posizionamento, hanno una minore frequenza di rimbalzo. Questo dato se da un lato conferma che gli utenti tendono a dare maggiore fiducia ai siti web che si trovano nella parte superiore dei risultati di ricerca, dall’altro potrebbe accendere una sorta di spia di allarme per il nostro sito, poiché significa che probabilmente i nostri contenuti proposti non sono sufficientemente coerenti o rilevanti.
  5. Backlinks e referring domains: in quinta posizione troviamo il portfolio di backlink, che risulta cruciale per le classifiche dei siti web, poiché il numero di link ad altri siti influenza la posizione del nostro sito sul SERP (tanto più per le Keyword altamente competitive). Il passaparola è un sistema che funziona anche per i siti web, è dunque indispensabile adottare una vera strategia di link building.
  6. Lunghezza dei contenuti: come riferito nella stessa relazione, la lunghezza del testo è il primo dato su cui il lettore si crea un’opinione in merito ad un articolo, poiché contenuti più lunghi infondono l’idea di un’analisi più accurata, e quindi più attendibile. D’altro canto, per quanto non esistano riferimenti specifici sulla dimensione degli elaborati, i principali vantaggi di un testo sono la sua qualità e pertinenza. In ogni caso la ricerca ha comunque dimostrato che i siti che hanno migliori posizionamenti, presentano contenuti tendenzialmente più estesi, a conferma che anche la quantità, oltre alla qualità e alla rilevanza, sono fattori determinanti per le classifiche.
  7. Sicurezza: le prime posizioni delle SERP sono occupate da domini con HTTPS, in particolare per keyword ad alto volume. Questo dimostra che investire sulla sicurezza degli utenti con la migrazione a HTTPS, può influire significativamente sul nostro brand, perché rafforza la fiducia e la credibilità del nostro sito.
  8. Anchor: anche per le Anchor c’è una forte correlazione tra le posizioni più elevate ed il numero di ancoraggi. Come visto in precedenza però non si può ricondurre tutto ad una questione puramente numerica: la scelta dell’anchor text va effettuata accuratamente, considerando molteplici elementi (il proprio sito, il sito a cui punterà il link, la keyword di riferimento, come sono stati definiti gli altri ancoraggi).
  9. Keyword: per quanto sia in coda alla classifica, la ricerca ha dimostrato che la presenza di parole chiave all’interno degli elementi tipici SEO (anchor, body, titolo, meta, description) è una costante per i siti con migliori ranking, a dimostrazione che l’ottimizzazione SEO on-page resta ancora un fattore determinante, a maggior ragione per keyword altamente competitive.
  10. Video on Page: fanalino di coda dei fattori che influiscono sul posizionamento è la presenza di video, che non ha una particolare peso nel determinare le classifiche sul SERP; tuttavia, per quanto non abbia una diretta influenza, resta comunque determinante l’inserimento di video se ci si rivolge ad un particolare target di utenti che si aspetta elementi visivi, o se è funzionale alla massima valorizzazione del proprio brand.

È interessante notare che i primi 4 elementi in classifica siano inerenti ai comportamenti degli utenti sul web, e a come interagiscono con i contenuti pubblicati: si potrebbe dire che i motori di ricerca premiano quei siti che conquistano credibilità e autorità in base alle reazioni degli stessi fruitori.

Se vogliamo attuare una strategia di brand efficace per la ricerca sul web, la SEO resta certamente un elemento fondamentale, ma non il solo su cui investire: qualora riuscissimo a conquistare il podio, non durerà a lungo se il nostro sito non è autorevole, riconosciuto, capace di distinguersi, costruito con un’architettura logica, chiara e accattivante, che offra contenuti preziosi e attendibili.