Se per Natale avete cercato su internet i giocattoli da regalare ai bambini, e oggi, ben oltre l’Epifania, continuate a ricevere pubblicità online di giochi per bambini, non temete! Non è che il web è tempestato di maniaci delle vendite, pronti a perseguitarvi con gli articoli che avete ricercato. Il fenomeno si chiama Remarketing, ed è una forma (in alcuni casi eccessiva e non ben utilizzata) di promozione online rivolta a quegli utenti che non hanno tradotto in acquisto le proprie ricerche in internet.

Vediamo di capire perché viene attivata, a cosa serve questo tipo di pubblicità, e soprattutto come utilizzarla al meglio.

Il perché nasce da una questione di numeri e percentuali: degli utenti che hanno effettuato una ricerca online, oltre il 90 % non converte alla prima visita. Significa che una fetta importante di potenziali clienti, interessati ai nostri prodotti, non ha concluso il proprio acquisto per i più svariati motivi: c’è ci ha iniziato una ricerca ma non ha il tempo di concluderla, chi nutre ancora timori legati agli acquisti on line, chi semplicemente è stato spinto dalla curiosità di fare ulteriori ricerche e si è infine perso nelle infinte proposte del web…

Il remarketing va proprio a ripescare questa fetta di clienti, li pedina insomma per recuperare una possibile relazione commerciale che per qualche motivo si era precedentemente interrotta; il meccanismo prevede il tracciamento degli utenti che sono transitati su un determinato sito, a cui verrà inviato un messaggio pubblicitario specificatamente targettizzato per farli tornare sul sito a concludere l’acquisto.

Spesso il remarketing viene associato al retargeting, attraverso cui si può determinare un target di utenti in base alle loro abitudini o ai loro scelte in rete, poiché vengono tracciati quando approdano su quei siti che affrontano e indagano specifici argomenti.

Combinando queste strategie sarà possibile ottenere numerosi vantaggi, eccone alcuni:

  • Raggiungere tempestivamente gli utenti che avevano interagito con il nostro sito quando stanno effettuando altrove una ricerca di prodotti simili o in linea con i propri, quindi in un momento in cui sono particolarmente disposti all’acquisto
  • Generare elenchi mirati di utenti specifici e raggiungerli mentre navigano su web e app, per pubblicizzare determinati servizi o prodotti
  • Permettere che gli utenti di determinati siti che trattano tematiche in sintonia con il nostro brand, vengano reindirizzati alla nostra pagina
  • Avere un report accurato sul rendimento delle proprie campagne, per valutare il target di utenti a cui vengono inoltrati i propri annunci e i relativi costi

Entrambe queste strategie, essendo forme di pubblicità personalizzata, sono molto efficaci se utilizzate con i giusti criteri; prima di tutto devono rispettare la normativa sulla privacy. Inoltre l’effetto ricercato è far tornare, non far scappare, quindi affichè l’utente non abbia la sensazione di essere pedinato o peggio perseguitato, vanno dosate nella giusta misura evitando di insistere eccessivamente. È anche opportuno individuare correttamente quei clienti che hanno già convertito in acquisto, e per i quali ricevere ulteriore pubblicità non è solo inutile, ma controproducente; difficilmente tornerà ad acquistare chi si è sentito infastidito.

Uno dei migliori utilizzi che si può fare del remarketing è invece quello di fidelizzare i propri clienti, mantenere costante e attiva l’attenzione sul proprio brand anche nel post vendita.