La grafica liberty

Il linearissimo fu il primo carattere del Liberty, teorizzato nella metà del XIX secolo.
Henri van de Velde nel 1902, quando il Liberty era già maturo, insisteva su questo concetto: «La linea è una forza che agisce in modo simile alle forze naturali elementari».

L’insistenza sulla linea, colta in un andamento sinuoso e scattante, trovava la sua diretta origine nella forte inclinazione al naturalismo della cultura grafica e pittorica dell’epoca, esercitato dall’arte giapponese. I disegni provenienti dal Giappone erano molto apprezzati dagli artisti e dai collezionisti europei, colpiti dall’eleganza esotica. Nel 1881 Samuel Bing, pubblica la rivista «Le Japon Artistique», organizzando una “Mostra storica dell’arte dell’incisione giapponese”.
L’opera di maestri come Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai venne studiata con intensa attenzione, influenzando non poco pittori come James Whistler,Vincent van Gogh e Edgar Degas.

In Italia Renato Barilli pose l’accento sulla saldatura tra il linearismo ondulatorio del Liberty e i contemporanei progressi dell’elettrotecnica; insieme alle teorie darwiniane dell’evoluzione della vita da grumi di materia compatti e indifferenziati a forme sempre più perfezionate e articolate hanno avuto una parte non secondaria nello sviluppo dei nuovi modelli di rappresentazione.

In tale prospettiva, il Liberty si presentò come uno stile moderno, cercando di superare lo storicismo e l’eclettismo della vecchia cultura ottocentesca in nome del nuovo ideale di bellezza e di una adesione profonda alla natura, intesa non come modello da imitare, ma come realtà da cogliere nella sua profonda vitalità. La sempre più continua tendenza alla geometrizzazione dei motivi lineari, è da considerare come una interpretazione astratta dell’energia segreta che anima tutte le cose. Questa visione fu comune a tutti i campi della cultura progettuale alla fine del XIX secolo. L’architettura trovò nelle opere di Victor Horta, Henri van de Velde, Josef Hoffmann, Joseph Maria Olbrich, Hector Guimard, Antoni Gaudi e molti altri un rinnovamento che non fu solo estetico, ma anche strutturale, giacché i motivi ornamentali che insistevano sulla linea sinuosa e ondulata non avevano una funzione solamente decorativa, bensì facevano parte dell’ossatura portante dell’edificio.

Storia del Design Grafico