L’evoluzione della stampa

La rivoluzione industriale può essere tranquillamente definita la madre della Pubblicazione Periodica, della rivista e del magazine.
L’informazione e la sua diffusione iniziò ad essere sempre più accessibile, nella seconda metà dell’ottocento buona parte dei cittadini europei poteva permettersi il lusso di comprare un magazine o una rivista. Questo era possibile per due motivi, il primo l’ambito sociale, la forza-lavoro nei grandi centri urbani cresceva sempre più velocemente e di conseguenza ci fu una esponenziale crescita economica. Il secondo ambito è quello riguardante la tecnologia, grazie alla quale il processo di realizzazione del prodotto editoriale diventò sempre più veloce, permettendo così una sempre maggiore diffusione dei nuovi strumenti di informazione-alfabetizzazione. L’evoluzione delle macchine da stampa sin dai primi decenni del secolo conobbe una notevole evoluzione, un esempio su tutti è quello del “Times”, già nel 1814 poteva permettersi di utilizzare una macchina piano-cilindrica doppia che permetteva di stampare 1600 copie orarie. La cromolitografia venne definito come il procedimento dell’evoluzione dell’incisione litografica, questo rese possibile stampare in una sola notte l’intera edizione del quotidiano.

La conquista più importante fatta verso il progresso però è rappresentata dal passaggio della composizione manuale dei testi alla composizione meccanica. Nel 1886 Ottmar Mergenthaler inventò la Linotype con la quale era possibile realizzare composizioni monolineari in piombo. Solamente 3 anni dopo fece il suo ingresso sul mercato la ben più famosa Monotype perfezionato da Tolbert Lanston, che aveva il vantaggio di fondere le lettere separatamente invece che su una riga unica.